La decima edizione della rassegna porta a Tropea la danza come relazione, l’arte oltre la disabilità, esperienze al buio e la poesia della tradizione calabrese
C’è un modo di fare cultura che non si limita a raccontare la bellezza, ma la fa vivere sulla pelle. È quello di Teatro d’aMare – la cura nella scena contemporanea, che da sabato 4 luglio torna a colorare la nostra città con la sua decima, attesissima edizione.
Otto giorni in cui Tropea si trasforma in un palcoscenico diffuso: workshop di movimento, mostre che raccontano l’arte oltre la disabilità, esperienze immersive al buio, passeggiate performative con le cuffie, atmosfere sonore evocative e i fondamenti dell’euritmia esoterica. Un carnet di iniziative pensato per chi cerca il bello e vuole arricchirsi di suggestioni autentiche — come sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì, orgoglioso di un evento che continua a rendere la nostra destinazione turistica sempre più esperienziale.
Da sabato 4 a lunedì 6 — La danza come relazione sociale
Tutto prende il via al Castello Galluppi di Caria di Drapia, con il workshop La danza come relazione sociale, curato da Chiara Alborino con il supporto di Monica Palomby ed Eleonora Ricciardi. Tre giorni, dalle 15 alle 18, dedicati a un percorso di esplorazione di sé e dell’altro attraverso il movimento corporeo, dove il linguaggio non verbale diventa strumento libero e inclusivo.
Domenica 5 — Tre, la diversità tra sorelle
Alle 21, Palazzo Santa Chiara ospita Tre di Annalisa Limardi: uno spettacolo autobiografico portato in scena da Paola e Annalisa Limardi, con la partecipazione di Benedetta Limardi, che racconta la diversità attraverso la relazione tra tre sorelle, ciascuna con caratteristiche e vissuti differenti.
Dal 5 al 9 — La mostra di Alice Goulart
Palazzo Santa Chiara accoglie anche Appartenente all’Arte, la mostra di Alice Goulart: appena sedici anni, nata con una disabilità fisica, dipinge con i piedi e con la bocca. Le sue opere raccontano le arti performative come spazio di accoglienza, relazione e appartenenza — un incontro che promette di lasciare il segno.
Lunedì 6 — Performance e documentari
Giornata densa a Palazzo Santa Chiara: alle 11.30 l’incontro Tre è il numero perfetto?, alle 21 la conferenza spettacolo La giostra dei tarocchi a cura di LaboArt, e alle 22.30 la proiezione del documentario Il corpo dell’amore: Patrizia, l’ombra della madre, diretto da Pietro Balla e Monica Repetto — un racconto intenso e delicato sul diritto all’amore e all’intimità delle persone con disabilità.
Martedì 7 — Le musiche della tradizione con Katia Valente
Dalle 16 alle 19, sempre a Palazzo Santa Chiara, il workshop Il coro si fa cura di Katia Valente apre uno spazio di incontro tra voce e canzoni della tradizione calabrese.
Amleto al buio, quando la tragedia si fa viaggio sonoro
Alle 21 di martedì 7, il Giardino del Museo Diocesano ospita Cuoro – Inciampi per sentimenti altissimi di e con Gioia Salvatori. Alle 22.30, Roberto Latini porta in scena Amleto al buio: un’esperienza teatrale immersiva con le cuffie che rinuncia all’immagine per amplificare l’ascolto, in replica anche mercoledì 8 alle 21.
Mercoledì 8, alle 22.30, si resta al Giardino del Museo Diocesano per il live di Katia Valente e Giovanni Nicotera, A questi lùachi ‘un c’haju cantat’ancore: un viaggio tra folk e jazz che riporta al centro la poetica calabrese e invita alla riappropriazione culturale e sonora.
E non finisce qui: il festival prosegue fino al 12 luglio con altri spettacoli di danza, workshop, teatro e momenti di confronto.
📍 Tropea e dintorni (Castello Galluppi di Caria di Drapia, Palazzo Santa Chiara, Giardino del Museo Diocesano)
📅 4 – 12 luglio 2026
Un’edizione, la decima, che conferma quanto la cultura, quando è fatta con cura, sappia farsi ponte tra persone, storie e sensibilità diverse. Vi aspettiamo. 🎭










